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L’Italia e la censura II venerdì 12 gennaio 2007

Posted by Stefano Petroni in Cinema e Televisione, Italia, Politica.
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G-RatedNormalmente sono contro ogni tipo di censura, penso che la libertà di parola e di pensiero sia un diritto fondamentale dell’umanità. Finchè ovviamente la libertà di parola di uno non confligge con i diritti di altri.

In questi giorni si sta discutendo contemporaneamente di censura su Internet e della censura cinematografica. Oggi mi vorrei concentrare in particolar modo su quest’ultima.

Facciamo con l’aiuto di Wikipedia un breve riassunto della censura cinematografica in Italia:

La censura nel cinema è un istituto che risale all’epoca dell’Italia del Regno. Durante l’epoca di Giolitti vennero istituite delle apposite commissioni presso il Ministero dell’Interno, con lo scopo di proibire la proiezione di film offensivi alla morale e al buon costume (legge n. 785 del 1913). I poteri di detta commissione sono via via aumentati fino ad arrivare durante il Fascismo all’istituzione della Direzione Generale per la Cinematografia.

Nel dopoguerra, l’art.21 (libertà di manifestazione del pensiero) della nuova Costituzione Italiana sancisce che sono vietati “gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume“.

La normativa oggi in vigore risale alla legge n. 161 del 1962, sulla “Revisione dei film e dei lavori teatrali“.In base a tale legge, il parere sul film viene dato da un’apposita Commissione di primo grado (e da una di secondo grado per i ricorsi), mentre il nulla osta è rilasciato dal Ministero del Turismo e dello Spettacolo. Oggi, vista la soppressione del Ministero del Turismo e dello Spettacolo, le sue funzioni sono state delegate al nuovo Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

E’ di recente il caso “Apocalypto“, un film di Mel Gibson la cui visione per la crudezza di alcune scene è stata vietata in tutto il mondo ai minori. In tutto il mondo tranne che in Italia! E questo ha suscitato scandalo e polemiche a non finire sul ruolo della censura cinematografica italiana molto attiva negli anni ’70 ed ’80 ma praticamente assente ai nostri tempi.

Il caso più eclatante fu nel 1972 “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci, il film venne sequestrato, la pellicola destinata ad essere distrutta (verranno fortunatamente salvate alcune copie) ed il regista condannato per offesa al comune senso del pudore viene privato dei diritti civili, fra cui il diritto di voto. Oggi un film con “Ultimo tango” non dico che farebbe sorridere ma di sicuro non susciterebbe tanto clamore.

E’ evidente che è necessario riformare la censura cinematografica in Italia. Ed il primo provvedimento da prendere è quello di abolirla completamente!

Può sembrare un paradosso ma la censura così com’è non ha ragione di esistere. Non è possibile che qualcuno decida per il pubblico adulto se qualcosa possa essere visto o meno. E se alcune scene del film vadano o meno tagliate. Il film deve essere sottoposto all’attenzione del pubblico integralmente, così come concepito dall’autore. Anzi andrebbero tutelati per legge anche film e telefilm trasmessi in televisione ed ignobilmente massacrati per abbassarne artificiosamente il rating per poterli trasmettere in “fascia protetta”.

Partendo quindi dall’abolizione della censura cinematografica, la mia proposta è che tutti i film per default siano vietati ai minori di 18 anni e che non necessitino di particolari nulla osta per essere proiettati al cinema. Sarà poi cura del regista, del produttore o del distributore presentare il film ad un apposita commissione che potrà decidere di abbassare o meno il divieto ma non potrà imporre tagli o condannare al rogo una pellicola.

Poi sarei per una “modulazione” del divieto sullo stile di quanto fatto dalla MPAA statunitense o dalla BBFC britannica.

Negli USA la classificazione dei film viene fatta con 5 tipologie di classificazione:

  • G: General audiences – sono ammessi spettatori di tutte le età senza restrizioni
  • PG: Parental guidance suggested – suggerito l’accompagnamento dei genitori, alcuni contenuti potrebbero non essere adatti per i bambini
  • PG-13: Parents strongly cautioned – si richiama fortemente l’attenzione dei genitori, alcuni contenuti potrebbero essere inappropriati per bambini al di sotto dei 13 anni
  • R: Restricted – al di sotto dei 17 anni è necessario essere accompagnati da genitori o comunque da un adulto
  • NC-17: No one 17 and under admitted – non è consentito l’ingresso ai minori di 17 anni

In Gran Bretagna invece il sistema è molto più articolato i livelli sono ben 8 (!):

  • UC: Universal Children – Per tutti ma particolarmente adatto per bambini dai 2 ai 6 anni (utilizzato unicamente su video e DVD)
  • U: Universal – Per tutti
  • PG: Parental Guidance – Chiunque può vedere il filma ma i genitori sono avvisati che certe scene possono essere non adatte a bambini con meno di 8 anni
  • 12A: 12 Accompanied/Advisory – Per i maggiori di 12 anni. I minori di 12 anni possono entrare in sala solo se accompagnati da un adulto (valido solo nei cinema)
  • 12 – Solo per i maggiori di 12 anni (utilizzato unicamente su video e DVD)
  • 15 – Solo per i maggiori di 15 anni
  • 18 – Solo per i maggiori di 18 anni
  • R18: Restricted 18 – Solo per i maggiori di 18 anni e disponibile solo in particolari cinema e sex shop

Alcuni articoli da Wikipedia, l’enciclopedia libera:

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