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Titoli di giornali venerdì 30 maggio 2008

Posted by Stefano Petroni in Giornali e Riviste, Italia, News, Politica, Riflessioni, Roma.
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I fatti: sabato 24 marzo 2008 un gruppo di idioti a volto coperto (perché solo così li possiamo definire) assaltavano dei negozi gestiti da extracomunitari al Pigneto (un popolare quartiere di Roma). Il fatto giustamente crea scalpore ed allarme sociale (e vorrei ben vedere).

Subito tutti si affrettano a parlare di chiara intolleranza razziale di stampo fascista, anzi nazifascista. Come dargli torto il modus operandi sembra proprio quello. Gli approfondimenti televisivi di mezza serata, in questi giorni non parlavano d’altro. Il fascismo è tornato, son tornati i fascisti è tornata la xenofobia…

Dario ChianelliGiovedì si è presentato in Questura un uomo di 48 anni con svariati precedenti penali si costituisce dichiarandosi responsabile dell’atto. Quest’uomo intervistato dichiara “Hai capito? Nazista a me? Io sono nato il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori e al nonno di mia moglie, nel Ventennio, i fascisti fecero chiudere la panetteria al Pigneto perché non aveva preso la tessera“. L’uomo che mostra orgoglioso l’avambraccio tatuato con l’effigie del Che (Guevara) dichiara inoltre “Ma quale politica? Quale razzismo? L’unica verità è che un nordafricano aveva scippato il portafogli a un’amica mia e volevo risolvere la faccenda a quattr’occhi con lui“. Giustizia fai da te insomma. Far West.

Secondo La Repubblica “si indaga anche su contrasti avvenuti in passato con alcuni immigrati per storie di droga” insomma tutti gentiluomini. Sempre da La Repubblica: “Le trenta pagine dell´informativa sono supportate dalle prove testimoniali e da due fotografie scattate con un telefonino da un passante. Anche gli stessi immigrati dicono di non aver visto simboli nazisti. A riferire di una svastica notata sopra a un fazzoletto di un giovane armato di spranga è solo una giornalista che per caso aveva assistito all´assalto“. Insomma solo uno dice di vedere una svastica e nasce la storia neofascista e nazifascista…

Ah, poi ciliegina sulla torta, sempre secondo La Repubblica “C’è un ragazzo con la pelle nera nel sabato del Pigneto. Ma non è nato in Bangladesh, né nel Maghreb. Perché in questa storia non è uno degli aggrediti, ma uno degli aggressori” e poi “E’ un ragazzo di colore che ha meno di trent’anni. E’ cresciuto tra il Pigneto e il Prenestino. Lavora. E sabato, a quanto pare, non c’è stato bisogno di convincerlo ad unirsi al resto dei mazzieri“. Sembra cadere anche la tesi xenofobia.

E’ la seconda volta in poco tempo che i giornali (e non solo) se ne escono preventivamente con la storia della “aggressione nazifascista”, salvo poi scoprire che di “nazi” e di “fasci” non c’è neanche l’ombra, solo balordi o delinquenti comuni. Questa è la seconda, la prima fu l’aggressione a Verona.

Poi dato che le cose non capitano mai per caso, scatta il caso La Sapienza. Gli studenti dei Collettivi di Sinistra scrivono una lettera aperta per chiedere al preside della facoltà di Lettere di revocare il permesso per un convegno (già autorizzato) organizzato da Forza Nuova (estrema destra) e da Lotta Universitaria titolo “Foibe, l’unica verità contro il negazionismo dei collettivi antifascisti”. Queste le motivazioni addotte: “Riteniamo gravissimo e inaccettabile che l’università abbia dato l’autorizzazione a un convegno organizzato da esponenti di estrema destra, soprattutto in un momento in cui la città vive il problema di una pericolosa deriva neofascista e xenofoba“.

Alla faccia della libertà di parola. Non erano i fascisti che negavano agli altri il diritto di parola? Questo comportamento come lo definiamo? E’ assolutamente antidemocratico negare spazi a una parte politica soltanto.

Ovviamente il permesso viene negato e si scatena il putiferio. I ragazzi di Forza Nuova non sono esattamente dei gentlemen e la notte affiggono manifesti di protesta attorno all’università. Il mattino dopo i gentlemen dei Collettivi di Sinistra vanno a coprire i manifesti con i loro e scatta la rissa. Non dico ovviamente perché secondo me non c’è nulla di ovvio, un comportamento becero da entrambe le parti. Si sa che Forza Nuova è violenta e si sa che i Collettivi di Sinistra Universitari sono antidemocratici per eccellenza, sentono solo la loro campana e vogliono essere gli unici a poter parlare.

Cosa appare sui gionali? Le dichiarazioni di parte di un ragazzo dei Collettivi di Sinistra: “Stavamo attaccando i nostri manifesti dopo che per tutta la notte Forza Nuova ha attacco i suoi davanti all’università, e all’improvviso sono arrivate tre macchine di fascisti che sono scesi con spranghe e coltelli. E’ scoppiata una rissa che è durata almeno 10 minuti. Un nostro compagno è stato accoltellato e altri si sono ritrovati con la testa spaccata”. Ovviamente dell’altra campana non v’è traccia. (Anche se penso non fossero interessati a fasi sentire)

Comunque Il Tempo riporta “Secondo quanto si apprende da fonti investigative, sarebbero tre i feriti della rissa scoppiata in via Cesare De Lollis, davanti l’università La Sapienza. Uno apparterrebbe ai Collettivi mentre due a Forza Nuova” e poi “Dei tre soccorsi nessuno è stato accoltellato ma hanno riportato solo contusioni“. Dove sono finiti gli accoltellati e le teste spaccate? Comunque sia di innocenti in via Cesare De Lollis l’altro giorno non ce n’erano… ne da una parte ne dall’altra.

Ma veniamo a quello che mi ha fatto incazzare questa mattina. Prima di andare a lavorare ascolto di abitudine il telegiornale con la lettura delle prime pagine dei quotidiani. Tutti davano grande enfasi al fatto che “il capo” di quelli del Pigneto fosse di sinistra tranne un giornale. Un giornale che fino al 1991 aveva come sottotitolo “Giornale del Partito Comunista Italiano” oggi “Giornale fondato da Antonio Gramsci”. Si, esatto, sto parlando de L’Unità.

Vediamo a confronto le prime pagine del 25 maggio 2008 e di oggi (30 maggio 2008.

L\'unità 25.05.2008 . L\'unità 30.05.2008

Vediamo cosa scrivevano il 25 maggio:

L\'unità 25.05.2008 dettaglio

Roma, neonazisti scatenati: pestato un immigrato

Erano venti, con la svastica al volto. Fassino: onda razzista che suscita orrore. Picchiato anche un gay

La faccia coperta da fazzoletti con la svastica. Nelle mani bastoni. Così una decina di nazifascisti ieri nel quartiere Pigneto di Roma ha dato l’assalto a vari negozi gestiti da cittadini stranieri. Un barista del Bangladesh è stato massacrato di botte e il suo locale sfasciato. Giornalista chiama il 113, ma nessuno risponde. La sera prima botte e minacce a un gay.

Uhm… sì completo c’è tutto, non manca niente. Certo si, massacrato di botte è un po’ forte. Per metterci un po’ di sapore di complotto aggiungiamoci anche il fatto che il 113 non rispondeva (e questo effettivamente capita spesso, io infatti quando ho bisogno chiamo i Carabinieri).

Vediamo cosa scrivono oggi:

L\'unità 30.05.2008 dettaglio

Da Roma a Pisa, allarme Italia violenta

Aumentano le aggressioni e le violenze razziste di gruppi legati al neofascismo
Raid del Pigneto, si costituisce uno degli aggressori ma gli altri restano coperti
Maroni: c’è un pericolo opposti estremismi. Veltroni: attenti a minimizzare

A parte il titolo dal vago sapore anni poliziesco anni ’70 (Milano a mano armata, Napoli spara Milano risponde, La polizia s’incazza) la storia del Pigneto (di cui non potevano fare a meno di parlare è minimizzata e non si fa cenno all’orientamento politico del tizio. Anzi mettendola così immediatamente la parola nazifascismo si vuole in un certo modo ricarare la dose… poi nell’articolo si riportano blandamente le dichiarazioni del “capobanda” ma senza dargli lo stesso risalto che si è dato alla storia della xenofobia nazifascista.

Bel modo di fare giornalismo.

Molti di voi potrebbero obbiettare che in fondo è L’Unità, è normale che sia di parte. Certo, daccordo, se non fosse che L’Unità è il quotidiano italiano che maggiormente beneficia dei finanziamenti pubblici riservati all’editoria di partito con 6.817.231,05 euro ricevuti nel 2003 (seimilioniottocentodiciassettemiladuecentotrentuno euro e cinque centesimi) [fonte Wikipedia]. Soldi nostri. Permettete che mi girino un po’ le palle a vedere i miei soldi spesi così?

E c’è ancora chi mi chiede perché il 25 aprile sono andato a firmare il referendum per l’abrogazione dei finanziamenti pubblici all’editoria e perché sono rimasto lì oltre mezzanotte a raccogliere firme… la gente non finiva mai.

25.04.08 V2-day 25.04.08 V2-day 25.04.08 V2-day 25.04.08 V2-day 25.04.08 V2-day 25.04.08 V2-day 25.04.08 V2-day

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Commenti»

1. cristina - martedì 3 giugno 2008

tu sai come la penso e forse la mia campana ti potrebbe suonare stonata. però è una cosa che mi fa veramente incavolare anche a me, questa specie di dagli all’untore che si è scatenata ultimamente, e non solo verso la destra xenofoba e fascista, ma verso qualunque cosa possa essere sbandierata ae accusata di qualcosa politicamente parlando. sembra che, visto che nel campo del confronto civile, e della discussione non si è riusciti a scatenare uno scontro interessante, si debba assolutamente aizzare la violenza fisica e cosa meglio di un po di esche incendiarie in giro per il paese per far si che la destra e la sinistra scendano in campo con spranghe e mazze? e se ci si riesce trasciniamoci anche i leghisti e magari qualche altra fazione violenta. così se scoppia una bella guerra civile siamo tutti più contenti.
a volte ho paura: delle sobillazioni.

2. Stefano Petroni - giovedì 12 giugno 2008

@cristina: concordo. Sai che mi ritengo di destra ma che quando la destra fa qualche stronzata sono il primo a criticare mentre abbraccio volentieri alcune idee “sinistre” 🙂


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