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Eataly a Roma martedì 10 luglio 2012

Posted by Stefano Petroni in Mangiare e Bere, News, Riflessioni, Roma.
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Qualche giorno fa, spinto più dalla curiosità che dalla necessità, sono andato da Eataly il nuovo regno del cibo a Roma.

Ero incuriosito dall’operazione di riqualificazione dell’Air Terminal Ostiense (uno degli scandali di Italia ’90) e dall’offerta di cibi di tutti i tipi e generi. In fondo sono un inguaribile mangione.

Eataly - Roma

Eataly – Roma (photo SP)

Il giudizio? Beh entrando si viene sorpresi dall’abbondanza di cibo offerto, tutto di qualità. Sicuramente di qualità. Poi incominci a vedere i prezzi e le porzioni e ti prende un sincero sconforto.

Certo, il prezzo in alcuni casi è adeguato, dover gestire una struttura del genere deve essere costoso e qualcuno deve pagare. Però in molti casi mi sembrano esagerati. E non parlerò della famosa “cacio e pepe” da venti euro, in rete ne stanno già parlando tutti, però vedere delle microscopici barattolini di cioccolato (che sarà buonissimo per carità) a 5-6 euro ti fa star male.

Qualcosa ovviamente l’ho assaggiato anche io. Per la cronaca ho preso una granita al limone che era veramente eccezionale ma quattro euro per una granita… poi per farti la granita pesano il ghiaccio che ti ci mettono dentro… PESANO IL GHIACCIO! Non ho mai visto da nessuna parte nel mondo pesare il ghiaccio per una granita.

Ho preso anche una piadina prosciutto cotto e squacquerone, buona, ottima ma non vale i cinque/sei euro spesi. Se mi proponi un classico della cucina italiana ad un prezzo decisamente superiore a quello che trovi normalmente, questo non deve essere solo buono o ottimo ma deve essere eccezionale e da ricordare.

Presi per pura golosità due cioccolatini due da Venchi. Pure questi ottimi ma non da 1 euro l’uno.

Una nota positiva c’è stata, mi hanno offerto una degustazione di Moscato d’Asti che era un nettare.

Nota decisamente negativa: per arrivare all’ultimo piano dove è collocato il ristorante Italia c’è il suo bravo tapis roulant che ti porta alle porte del ristorante. Per scendere non c’è il tapis roulant, non c’è una scala (a parte quella di emergenza suppongo e spero). Puoi scendere solo con l’ascensore, con i tempi biblici dell’ascensore quando la struttura è piena di gente.

Altra nota negativa ma non imputabile ad Eataly, i tapis roulant e le scale mobili che dalla fermata della metro B portano all’Air Terminal sono bellissimi. Se fossero pure funzionanti sarebbero fantastici. Il mio ginocchio malandato ringrazia. Se poi nel sottopassaggio ci fosse pure un po’ di ventilazione non sarebbe male.

Avrei voluto anche cenare ma un po’ per i prezzi (ostacolo superabile) un po’ per la fila (ostacolo non superabile) me ne sono tornato a casa.

Preso dalla fame sono arrivato sfinito dal caldo di questi giorni in una pizzeria vicino casa che ha aperto una fraschetta dove per la modica cifra di nove euro ho mangiato a sazietà con salumi, formaggi, porchetta, mozzarelle di bufala e focaccia buoni quanto quelli proposti ad Eataly. Magari non saranno stati di marca o blasonati ma erano proprio boni.

Probabilmente darò una seconda possibilità ad Eataly, magari quando la bolla della novità si sarà un po’ sgonfiata. Il concetto finale è che secondo me la qualità c’è ma se uno non se la può permettere è come se non esistesse.

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Tacchino al whisky giovedì 3 maggio 2007

Posted by Stefano Petroni in Humour, Mangiare e Bere.
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Acquistare un tacchino di circa 5 chili per 6 persone ed una bottiglia di whisky; sale, pepe, olio d’oliva e lardo.

Lardellare il tacchino, cucirlo, aggiungere sale e pepe e un filo d’olio. Scaldare il forno a 250 gradi per 10 minuti. Nell’attesa versarsi un bicchiere di whisky.

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